Lui che goleador di razza non è mai
stato, lui che fa quel lavoro “sporco” che chi ne capisce poco non riesce a
vedere, lui che magari attira su di sé qualche avversario e poi ti fa l’ultimo
passaggio, lui che probabilmente sarebbe riuscito a fare di tutto tranne quello
che gli si sta chiedendo di fare adesso: gol, gol, tanti gol. I ricordi che
stiamo avendo sulla freccia nera sono lontanissimi e risalgono a quasi un anno
fa e quelle punte che avrebbero dovuto semplicemente fare da supporto si sono
trovate a dover recitare la parte dei protagonisti forzati.Non mi pare che
Mattia abbia queste caratteristiche. Mattia non è quel giocatore che “fa reparto
da solo”, vederlo da unica punta contro il Genoa è stato come veder soffrire un
amico.
E’ un gran peccato che non si
riesca a sfruttarne appieno le caratteristiche anche perché secondo me è
veramente un giocatore di altra categoria.
Ha un senso tattico fuori dal
comune, è disponibile a correre per i compagni (cosa non trascurabile in questo
calcio moderno in cui tutti hanno la presunzione di essere delle superstar),
protegge bene la palla e quando parte palla al piede puntando la porta diventa
quasi sempre pericoloso.
All’inizio aveva sofferto la
nuova realtà, i nuovi compiti e le difficoltà di una squadra che se tuttora è in
una posizione dignitosa è più merito della difesa che dell’attacco. Sul finire
del girone d’andata aveva iniziato a far vedere le sue potenzialità. Ha fatto un
paio di gol, uno decisivo ed uno inutile ma stava acquistando quella fiducia che
è indispensabile per qualsiasi giocatore. Poi ho paura che il rigore fallito a
Rimini abbia inciso molto di più di quanto un semplice rigore sbagliato debba
influire.
Scrivo dopo la bruttissima
sconfitta contro il Treviso. La squadra ha fatto schifo, dal primo all’ultimo e
Mattia non si è sicuramente salvato da questo disastro.
Da un lato mi ha dato
l’impressione di fare molta fatica ad integrarsi con Della Rocca ma dal lato
esclusivamente personale mi è sembrato veramente sfiduciato. Quando un giocatore
che perde palla butta giù la testa o guarda il cielo e dà l’impressione di
essere rassegnato ad un “anche oggi non è giornata”, significa che non possiede
il necessario spessore mentale.
Appare demoralizzato,
sfiduciato, come se avesse perso parzialmente quel senso di onnipotenza che ti
permette di fare bene qualsiasi tipo di giocata. E la testa ingolfata fa girare
più lentamente anche le gambe. E, da quanto posso vedere, a
metà dell’avventura, forse quella caratteriale può essere l’unica pecca di
Graffiedi.
Francamente non lo conosco a
fondo per poter insistere su questo punto ma questa è l’impressione che mi sono
fatto.
Ha mezzi tecnici ed atletici di
tutto rispetto e non riesco a trovare un altro motivo valido alla base della
discontinuità che ha dimostrato.
Purtroppo sono solo i più bravi
che si beccano le critiche anche al posto di quelli meno bravi. E proprio perché
Mattia è “uno bravo” avrà capito che, se per altri giocatori sarà sufficiente
impegnarsi e dimostrare di avercela messa tutta, per Mattia non potrà mai essere
così.
Ed anche se è fuori ruolo, anche se la squadra non gira bene, anche se non
è al 100% sono quelli bravi che devono fare la differenza, in qualche modo, in
qualsiasi modo…

Graffiedi in gol Triestina - Bologna - Dicembre 2006 Fonte:
Claudio |