Gege è sicuramente il miglior portiere che ha difeso la porta rosso - alabardata negli ultimi cinque-sei anni.
All’inizio della stagione in corso sembrava fosse appesantito e svogliato. E se la bilancia non avrebbe potuto smentire la prima affermazione, forse l’apparente svogliatezza era solo legata alla scarsa condizione fisica.
Con il passare delle partite ha ritrovato la giusta forma, le giuste motivazioni
e, come sempre, si è involontariamente preparato al meglio per… il calciomercato.
Le voci di gennaio sono state, anche questa volta, da brivido. Gege era conteso
da tutti. Dall’Arsenal al C.G.S., praticamente tutti giuravano di averlo
acquistato. Lui si affrettava a smentire, promettendo di aver sposato la causa e
di voler rimanere a Trieste. E così è stato! Forse Gege ha trovato l’ambiente
tranquillo che gli permette di mantenere il perfetto equilibrio tra esigenze
personali e professionali. Al Milan forse non gli avrebbero
concesso di indossare il 10. A Milano forse i fotografi ed i cameraman sono più
abituati a lavorare di notte per immortalare le performance anche al di fuori
dal rettangolo di gioco.
Rossi ha capito che Trieste è
una città tranquilla dove basta giocare bene per essere amati, dove si può
essere amati anche senza giocare troppo bene.
L’importante è che Gege (come
tutti gli altri) capisca che tutto ha un limite e che, anche a Trieste, bisogna
guadagnarsi la pagnotta con un po’ di sudore.
Le “voci di corridoio” (che
quasi sempre sono azzeccate) raccontano di grandissima esuberanza anche fuori
dal campo. Purtroppo ci sono momenti e momenti. Quando le cose vanno bene e vai
a letto alle cinque nessuno può dire niente.
Invece quando i risultati
faticano a venire e ti fai vedere in giro alle due, la gente si sente
autorizzata (a ragione) ad affermare che con due - trecento mila euro all’anno
dovresti andare a letto presto o, se proprio l’insonnia è un fardello
insopportabile, dovresti cercare almeno di non farti pizzicare.
In ogni caso, se le vicende
extra calcistiche rimangono nei limiti della ragionevolezza, non possiamo
nascondere di essere assolutamente innamorati di questo ragazzone del Sud,
diventato idolo delle folle per incarnare inconsapevolmente il triestinissimo
“viva là e po’ bon” (scritto nella versione neutrale) per i suoi atteggiamenti
sempre semi-seri, per il suo modo di essere sempre apparentemente allegro e
spensierato e, soprattutto, per quel suo modo di stare in porta che lo rende una
delle poche eccezioni del panorama italiano di portieri-fotomodelli.
Se continua così può stare
sicuro che, anche se qualche volta si dimentica di tornare a casa presto, il
pubblico triestino continuerà ad idolatrarlo “finché calciomercato non ci
separi”…

Generoso Rossi salva la propria porta in occasione di Triestina - Piacenza Fonte:
Claudio |