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Giocatore del mese
 

Giocatore del mese di Ottobre:

Riccardo Allegretti

Un capitano, c’è solo un capitano! Basterebbe questo coro per riassumere quello che Allegretti è riuscito a costruirsi a Trieste .

In realtà, dovremmo dire che è Allegretti è stato bravo a ricostruirsi l’immagine di un capitano degno della fascia, dopo che aveva “invitato” il già scarso pubblico triestino a recarsi nella vicina Udine a godere di quel bel calcio che la Triestina di qualche tempo fa non era in grado di offrire. La ricostruzione è avvenuta grazie a qualche parola in meno ma soprattutto con punizioni nel sette, lanci millimetrici e quella dimostrazione di attaccamento alla maglia che tanto piace a chi prende freddo allo stadio. Sto scrivendo dopo che il capitano ha disegnato, nella vittoriosa partita di Piacenza, l’ennesima parabola imparabile, tanto da essere paragonato da Sky (sì proprio da quelli) il Juninho Pernambucano della Serie B, e quindi ogni elogio risulta particolarmente facile.


Fonte: fotooktrieste.com

Nel mese di ottobre, in cui è stato incoronato giocatore del mese, tutti i punti della Triestina portano praticamente la sua firma. Cerchiamo però di fare un’analisi un po’ più critica ed obiettiva. Allegretti, determinante nelle punizioni, non sta tenendo un rendimento sempre costante. L’inizio di campionato è stato molto positivo. Dinamismo, corsa, precisione erano supportate dalla tecnica che indiscutibilmente possiede. Poi, però, ritengo che il suo livello generale sia sceso. E’ stato meno incisivo, meno presente. Gorgone era quello che doveva sobbarcarsi il lavoro sporco ed anche quello “pulito”. Allegretti sembrava essere in deciso calo. Anche la Triestina ha avuto una leggera, seppur non grave, flessione. Io ho cercato di osservare degli atteggiamenti determinanti per un capitano ed ho notato, probabilmente sbagliando, che sembra aver lasciato la leadership ad un compagno che è entrato con prepotenza in squadra: Cottafava. Prima dell’arrivo del difensore, Allegretti si arrabbiava, si sbracciava, incitava di più. Dall’arrivo in extremis di Cottafava, tutti questi atteggiamenti da “comandante” si sono affievoliti ed è come se il nostro Riccardo soffra di non essere il punto di riferimento dei compagni. Probabilmente impressioni, probabilmente sbagliate. Tecnicamente non riesco ancora a farmi un’idea precisa delle sue vere caratteristiche. Ha giocato in tutti i ruoli di centrocampo e non riesco veramente a capire se fare il centrale di un centrocampo a quattro sia il ruolo in cui riesce ad esprimere al meglio le sue caratteristiche. Forse lasciato più libero, magari più vicino all’area avversaria, avrebbe più possibilità di mettere in evidenza la sua tecnica ed il suo calcio. Comunque, nonostante questo, in un calcio in cui la tattica ed i famosi episodi sono sempre più decisivi sull’esito di una partita ed addirittura di un campionato, avere anche dalle nostre parti un giocatore che calcia le punizioni in questo modo, è veramente una sicurezza. Se poi calciasse qualche calcio d’angolo in meno ad altezza caviglie, sarebbe proprio la perfezione… ma non è che si possa avere proprio tutto! Con la classifica di quest’anno, speriamo abbia la consapevolezza che, proprio nell’anno del 90° anniversario dalla nascita della Triestina, riuscendo a giocare al 110% delle possibilità potrebbe essere il capitano di una squadra che può far impazzire di gioia una città che da troppo tempo vive di ricordi…


Capitan Allegretti si prepara a calciare il gol vittoria con il Cittadella 2-1
 Fonte: unionetriestina.it

 

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